Lingua

Dario Esposito nasce nel 1977, all’età di 7 anni inizia a studiare pianoforte.

Da sempre vive a Roma e a 15 anni inizia a suonare la batteria da autodidatta.

All’età di 16 anni inizia a studiare batteria in una scuola di musica ed a suonare dal vivo con diverse band rock e blues.

Segue diversi seminari e master class di alcuni tra i più importanti professionisti italiani e stranieri, come Peter Erskine, Vinnie Colaiuta, Dannis Chambers, Gavin Harrison, Horatio“El Negro”Hernandez, Omar Hakim, Jojo Mayer, Virgil Donati, Giovanni Hidalgo, Maurizio Dei Lazzaretti, Cristian Meyer, Ellade Bandini, etc.

Nel corso degli anni ha studiato con professionisti come Pierluigi Calderoni, Ettore Mancini e Fabrizio Sferra, Maurizio Dei Lazzaretti ed Agostino Marangolo.

Segue il corso di teoria musicale di Andrea Avena, i laboratori con Massimo Fedeli, Gianfranco Gullotto, Fabrizio Cardosa, Michel Audisso, Maurizio Boco, Luca Pirozzi e Pino Iodice in diverse scuole (UM – Università della Musica, Saint Louis College of Music, Percento Musica di Roma, ecc.).

Oggi Dario Esposito collabora come session-man dal vivo e in studio di registrazione con diversi artisti e gruppi. Parallelamente insegna presso diverse scuole romane e ha completato il suo metodo didattico in tre volumi "Keep Grooving".

TRA LE SUE COLLABORAZIONI:

Il Balletto di Bronzo
Dario Bandiera e lo spettacolo “Ultracomici”
Federica Baioni 4tet
Iseiottavi
Capobanda
Lorenzo Lambiase
Daniele Sarno
Il Circo dei Musicanti
Diana Tejera
Nathalie
Alessandro Orlando Graziano
Luigi Mariano
Nicco Verrienti
Marco Panascia
DDM Trio
Milagro Acustico
Sbatash Quartet
Govinda
Her Pillow
Front Row
Emy Persiani
Alessandro Amato
Samuel Ferrari

HA SUONATO INOLTRE CON:

Darryl Jones
Tony Bungaro
Gigi Finizio
Gianni Leone
Andrea Rivera
Barbara Eramo
Luca Bussoletti
Areamag
Michele Amadori
Piji
Rasta Blanco
Lino Veiretti
Stefano Cantarano
Tony Formichella
Claudia Marss
Giulia Salsone
Antonello Sorrentino
Vincenzo Florio
Pierpaolo Ranieri
Fabio Mariani
Andrea Pagani
Erem Davi Q



IN STUDIO E LIVE HA SUONATO NEI CONTESTI:

Apertura concerto di Ligabue - Stadio Adriatico di Pescara 02/08/2010
Stadio Puchoz di Aosta e Stadio Carlini di Genova tour 2010
Village Studios di Los Angeles 2008
Stadio Olimpico, Stadio centrale del Tennis di Roma, Palazzetto dello sport di Trieste, 2006 / 2010.
Sala Santa Cecilia – Sala Sinopoli – Sala Teatro Studio Auditorium Parco della Musica di Roma 2007/2009
Casa del Jazz - Roma 2007/2010
Teatro Parioli, Salone Margherita, Teatro Greco di Roma 2006
Villa Celimontana Jazz Festival di Roma 2006 / 2007 / 2009
Jazzando 2009, Jazz Colurs 2009, Beatles in Jazz 2008, Ronciglione Jazz Festival 2006


TV:


RaiNews24 / RaiSat Extra 2010
Raiuno “Effetto Sabato” 2009
Raiuno “Superquark” 2008
Mediaset “I Cesaroni” come comparsa speciale – batterista 2009
Jazz Channel “Jazz Bar” 2009 / 2010


SPONSORIZZAZIONI:


Batterie LUDWIG

Bacchette VIC FIRTH

Piatti AMEDIA

ARAMINI Strumenti musicali

BOMAP S.r.l

MUSICISTI di Rieti - Negozio di Strumenti





Parlo di me

LE MIE INFLUENZE

Non è facile provare a parlare della propria direzione artistica e del proprio modo di suonare.
Sicuramente oltre ad aver studiato batteria e grazie alle persone con cui ho avuto la fortuna di suonare e di condividere esperienze professionali, quello che mi ha dato tanto è l'aver ascoltato e soprattutto l'aver suonato tanto sui dischi. Copiando il più delle vote i brani nota per nota.

Fin dall'adolescenza sono stato influenzato dal rock anni '70 inizimente un rock batteristicamente essenziale ma efficace: quello dei Queen e dei Pink Folyd.

Succesivamente iniziai a suonare sui dischi dei Jimy Hendrix, i Led Zeppelin, e The Police che mi hanno spinto verso un drumming dal linguaggio più articolato.

La scoperta dei Genesis, Yes e King Crimson e del Progressive in generale in un primo momento mi ha letteralmente sconvolto, per la sua apertura nelle dinamiche e verso i tempi dispari, cose che ho fatto mie negli anni.

Più avanti, negli anni di studio professionale sono stato influenzato da un drumming più funk o fusion o comunque ibrido, che potevo trovare nei dischi dei Weather Report, Chick Corea, Pat Metheny, Dave Matthews Band e Sting.
Nel frattempo i primi tentativi jazzistici con le influenze di Miles, Coltrane ecc.

Negli ultimi anni invece ho sentito l'esigenza di approfondire ancor di più la solidità, la muscolarità e la concretezza e la precisione del linguaggio pop rock (Tra le influenze tanto pop rock e cantautorato italiano) e parallelamente la raffinatezza, la tecnica, l'indipendenza ed i colori nel Jazz Moderno (con influenze quali Keith Jarret, Brad Mehldau, Joshua Redman ecc.)

Tra le ultime influenze sicuramente il Drum'n'Bass e la musica elettronica (Bjiork, Massive Attack), il New Orleans Drumming, il Jazz moderno americano e nord europeo ed un certo tipo di rock anni '60/'70, il pop inglese (Coldplay) ed il rock progressive degli ultimi Porcupine Tree..





SUL MIO MODO DI SUONARE

ParIarlare del proprio modo di suonare, potrebbe sembrare addirittura pretenzioso.
Sicuramente posso provare a descrivere quelle che sono alcune di quelle che penso siano delle mie caratteristiche e quelle che sono per me le cose importanti o a cui bado mentre suono.

Oggi continuo a studiare e sperimentare, ma posso dirmi sicuramente libero da schemi e di aver raggiunto un suono personale (che continua ad evolversi spero!) ed un linguaggio che è forse miscellanea e rielaborazione di tutte le influenze sopra citate.

Quel che mi interessa maggiormente è di poter dare un contributo ritmicamente solido ed allo stesso tempo creativo nei progetti in cui sono chiamato.

Fondamentale per me la cura del suono (nella scelta della batteria delle pelli e piatti) nell'accordatura dello strumento e nel tocco. In questi ultimi anni sto avendo un certo interesse verso sonorità vintage usando rullanti più profondi o d'epoca e piatti grandi e dal suono più scuro ed espressivo..

Ciò che cerco di fare mentre suono è cercare di essere sempre musicale e personale senza mai sfoggiare tecnica fine a se stessa.
Essere musicale per me è intanto avere un certo senso del timing, che mi permette di avere una certa velocità in studio di registrazione.

Ma essere musicale per me più di tutto è saper ascoltare, avere una percezione che guardi l'insieme, non soffermandomi necessariamente sulla la batteria. Questo mi permette il più delle volte di arrangiare o curare la direzione artistica di progetti in cui collaboro e comunque di essere propositivo per soluzioni di insieme.

Mi piace spingermi in territori musicali spesso differenti tra loro e sono in grado di entrare velocemente nel giusto mood per il tipo di musica da suonare.

Penso inoltre di essere uno sperimentatore, con grandi curiosità ritmiche e sonore e ritengo di avere una certa sensibilità e capacità di improvvisazione, non solamente negli assolo.

Oltre ad avere una discreta lettura ho la fortuna di essere aiutato da un'ottima memoria che mi consente di ricordare molto bene brani musicali che magari non suono da anni...per fortuna!!!

Ma la cosa più importante dopo tutto è solo una mentre suono: mettere l'anima in ogni singola nota e dare tutto il contributo emotivo possibile!